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NELLA TANA DELLA PANTERA
GRECIA ALLA SCOPERTA DELLE GROTTE DI PIRGOS DIROU

QUI, OLTRE A OSSA DI QUESTO ANIMALE, DATABILI A VENTICINQUEMILA ANNI FA,SONO STATE RITROVATI RESTI DI IPPOPOTAMI,ELEFANTI, IENE E UN INTERO SCHEKLETRO DI TIGRE. LE GROTTE , CHE SI ARTICOLANOIN UN SUGGESTIVO INTRICO DI CORRIDOI,CUNICOLI E STANZE, ALCUNE DELLE QUALI AEREE,SONO SU DIVERSI LIVELLI, FINO AD UN MASSIMO DI 80 METRI DI PROFONDITA’. L’ACQUA E’ CRISTALLINA E, IN ALCUNI PUNTI, SALMASTRA.

Eccoci in una terra dove è viva la magia e la narrazione fantastica, dove la voglia d'avventura dei lontani guerrieri greci si fonde con la tranquillità e la pace degli abitanti di questo luogo mitologico creando un tutt'uno fra materialità e sogno che si legge nei volti sorridenti di questa gente.
Eccoci nella patria d'Odisseo, natale tanto agognato nelle sventure ed avventure del suo ritorno al paese d'origine: la Grecia.
In particolare ci troviamo a Pirgos Dirou cinque chilometri da Areopolis, a sud del Peloponneso dove solo il mare separa l'Europa dalle terre vicine d'altri Continenti.
Qui la natura detta le sue leggi all'uomo che soccombe di fronte alla propria grandezza e forza e diventa timido spettatore ed audace esploratore delle sue manifestazioni materiali.
La stagione è ancora calda, siamo a metà ottobre, sole e piacevole temperatura accompagnano la nostra partenza dal porto d'Ancona; obiettivo di questo viaggio è portare una testimonianza video fotografica dell'esplorazione che Gigi Casati ha effettuato qualche anno fa a queste grotte a detta sua di rara suggestione e bellezza.

Il viaggio è lungo e arriviamo a destinazione ben 36 ore dopo la partenza; ad accoglierci nella casa che ci ospiterà per sette giorni il geologo Vassilis Giannopoulos, grazie al quale l'esplorazione alle grotte è possibile, ed un suo assistente, che ci seguiranno per tutta la nostra permanenza.
In Grecia è vietata qualsiasi tipo d'immersione, per effettuarle bisogna chiedere autorizzazione al ministero. Gigi Casati conosce diversi anni fa Vassilis e con lui inizia una fitta ed intensa collaborazione per l'esplorazione di grotte allagate, formazioni in Grecia molto diffuse.

Le Grotte di Dirous si trovano vicinissime al mare, in un paesaggio dove è facile dimenticare la frenesia che caratterizza la nostra vita quotidiana per tuffarsi nella calma e nella pacatezza.
Mare cristallino a perdita d'occhio e montagna verde ed incontaminata dove i grandi complessi ed il traffico intenso non hanno ancora trovato posto.

Le grotte sono state scoperte circa quaranta anni fa e da allora sono diventate una meta ambita dai turisti che non mancano di recarsi a Dirou senza dedicare parte della giornata alla visita dell'interno della fiorente montagna.
Il complesso di corridoi e cunicoli in gran parte anche aerei è veramente emozionante e lascia alla mente dell'insolito osservatore comune spazio ad un viaggio della fantasia dove folletti e creature mitologiche sono i principali protagonisti.

Le grotte di Dirou offrono a chi le visita una miscela di desideri e motivazioni; incantevoli anche per chi non fa parte dell'ambiente strettamente speleologico.
Danno la possibilità al subacqueo che ha l'opportunità di visitarle forti emozioni, determinate dalla tecnica , dal provare qualcosa di energico, dalla semplice visita in un ambiente nuovo alla pura esplorazione di cunicoli e condotti per ricostruire l'intero percorso dell'acqua e non solo. Tutto questo è ciò che ci spinge a seguire lo speleologo subacqueo Gigi Casati nelle sue avventure;le cui mete sono sempre di grande interesse non solo scientifico e tecnico, ma anche umano e fuso insieme con un passato che diventa fortemente attuale, anche se si tratta di milioni di anni.
La grotta è impostata su diversi livelli: uno aereo non visitabile dai turisti ; uno superficiale in parte visitato dai turisti attraverso apposite imbarcazioni ( circa 1500 metri ); uno a profondità comprese tra 0 e 10 metri; uno fra 10 e 25 metri; uno a profondità comprese fra 25 e 60 metri, infine un ultimo pozzo verticale che raggiunge la profondità massima di circa 80 metri.

La topografia della grotta raggiunge allo stato attuale circa 1400metri di esplorazione, si tratta sicuramente della grotta europea più ricca di concrezioni, causate dalla corrosione dell'acqua sulla roccia.
La circolazione idrica della grotta è molto complessa, l'acqua è salmastra e probabilmente esistono dei punti d'unione fra il mare e l'interno della montagna; infatti sono state rinvenute alghe e pezzi di plastica e remi molto lontano dalla parte turistica. La temperatura dell'acqua è di circa 15 gradi.
Sono state ritrovate ossa di pantera datate 25.000 anni e ossa di ippopotamo, elefante e iena datate 35000 anni.

Gigi e Lorenzo fanno un programma delle quattro immersioni a disposizione per cogliere il meglio che queste formazioni possono trasmettere.

Ogni tuffo è anticipato da una lunga e attenta preparazione delle attrezzature e programmazione dell'immersione. Nonostante la profondità non sia eccessiva altre problematiche devono essere attentamente studiate e preventivamente calcolate. Le percorrenze, anche a basse quote sono lunghe, la conformazione della grotta è formata da una serie insidiosa di gallerie e cunicoli dove è molto facile perdere l'orientamento e la via d'uscita.

Gigi ha precedentemente sagolato gran parte dei percorsi sottomarini, ma in ogni modo l'attenzione deve essere sempre al massimo per godere pienamente ed in sicurezza, di un paesaggio ignoto rispetto alle grotte allagate, da noi visitate, che si trovano in Italia; un ambiente che in coerenza con il mito e la leggenda che si respira nell'aria di questi luoghi, da un senso di magia e di trascendenza anche all'aspetto interno, nelle viscere delle montagne greche.
Visto l'uso dei rebreather, il Voyager per Gigi Casati e il Buddy Inspiration per Lorenzo, la ricarica delle piccole bombole è rapida e semplice, più complessa è la preparazione delle varie bottiglie di Back up che i due esploratori collocheranno lungo tutto il percorso.
Il pulmino di JJ, sembra la borsa di Mery Poppins, escono ogni sorta di recipienti contenenti ogni più svariata percentuale di gas compressi, nitrox, trimix helitrox e bombole da 40 lt d'Ossigeno ed Elio, per non dimenticare i due compressori!
JJ dedicherà la sua permanenza alla ricerca di una continuazione di parte della grotta allagata, ripercorrendo le varie gallerie già precedentemente esplorate, mentre Gigi, questa volta, farà da Cicerone e guida a Lorenzo e successivamente Marco, un video operatore, il cui scopo è di fotografare e filmare le parti già conosciute.

Per la prima immersione, i due partono dall'ormeggio delle barche turistiche, immergendosi immediatamente in un laghetto d'acqua cristallina, dove ogni cosa sembra sospesa nello spazio e in un'immobilità irreale, prendono un tunnel alla profondità di circa 15 metri, piuttosto stretto in alcuni punti, dove il passaggio è reso angusto dalle stalattiti e stalagmiti, formatisi nei secoli quando la grotta era asciutta, che come fauci di draghi fuoriescono dalla montagna facendo dei due subacquei dei piccoli Davide in fuga di fronte al grande Golia!

L'acqua è cristallina e a causa della sua vicinanza al mare ed alla dimostrazione di qualche infiltrazione, al gusto è salmastra. Lorenzo segue attentamente le pinne lunghe di Gigi, riversando lo scatto delle foto al luogo stabilito. L'ambiente che gli passa davanti agli occhi è quasi lunare, di un colore scuro e tetro, che ancora di più lo fanno assomigliare ad un incubo infantile dove mostri e draghi compaiono nei sogni innocenti dei bambini; la sensazione è quella provata da un astronauta che si muove in assenza di gravità, la totale limpidezza dell'acqua fa sì che nonostante il buio tutto sia chiaramente distinguibile. Le concrezioni cadono dall'alto come artigli da cui è opportuno scostarsi, creando immagini che danno estro alle fantasie più svariate. Dopo circa trenta minuti di pinnegiata arrivano ad un luogo detto “ Grande Oceano “, si tratta di una grande stanza aerea, dove le incrostazioni e le aggregazioni di calcite si sprecano; qui sotto alla superficie si apre un pozzo largo circa sei metri di diametro la cui fine si perde alla vista nel luogo più remoto della terra a noi conosciuta. La montagna sembra chiamare, come una madre chioccia i suoi figli, Lorenzo e Gigi, per accoglierli in un atto di protezione e mistero. I due non si fanno pregare a lungo e percorrono il pozzo, fino a che le miscele possedute in quel momento gli permettono, circa 45 metri. Qui l'ambiente cambia i suoi colori e passiamo ad un colore bianco, dalle tenebre alla luce; gli incubi diventano miraggi chimerici, mentre si lasciano sprofondare in questo tubo dalle pareti bianche completamente levigate, verso il cuore della montagna, come un paracadutista in caduta libera che si libra nel blu del cielo. La trasparenza dell'acqua fa intravedere la prosecuzione della galleria verso un qualcosa che l'uomo d'oggi smania dalla voglia di scoprire.

Il giorno successivo Gigi e Lorenzo attrezzano il loro apparecchio con una miscela che gli permetterà di raggiungere circa 70 metri; l'arrivo al Grande Oceano questa volta è rapido grazie all'ausilio dello scooter subacqueo, una volta arrivati al pozzo, scendono rapidamente mentre il globo terracqueo sembra chiudersi sopra di loro; a circa 50 metri, il cunicolo s'inclina di 45 gradi, qui la crosta terrestre è ancora diversa e molto incantevole, sottilissime stalattiti appuntite scendono dall'alto, simili a fragili ceramiche collocate in una vetrina di cristallo. In una rientranza, dove però purtroppo la sospensione impedisce la visibilità, quasi in superficie sono depositate delle ossa di animale, precisamente di ippopotamo. Vassilis e Gigi, ci spiegano successivamente che la grotta è ricca di reperti simili; è stata scoperta infatti anche la carcassa intera di una tigre e alrti resti di ossa di animali. Questo è dovuto al fatto che durante l'era glaciale molti esseri viventi di quel luogo allora, hanno cercato di salvarsi fuggendo nel punto più a sud delle terre emerse, trovando li il loro habitat naturale. Gli scatti fotografici di Lorenzo si susseguono l'un l'altro, il fascino ed il timore di essere all'interno della terra lo spinge ad immortalare un notevole numero d'immagini per documentare a tutti la bellezza di un mondo, forse tanti secoli fa dimora di nostri simili. Ogni tratto della superficie terrestre ora allagato, testimonia a pari di un libro scritto con penna e calamaio, la storia del nostro pianeta e degli sconvolgenti cambiamenti che essa ha subito; è un'opera enorme dove tutto è scritto ed immortalato agli occhi attenti di chi sa leggerne il linguaggio. Lorenzo accompagna Gigi in questa lettura per lui complessa ed a volte incomprensibile, ma pur testimone indiscutibilmente veritiero dell'origine e dello sviluppo della casa in cui tutti viviamo e che molto spesso non rispettiamo.

Il cunicolo via via si stringe sempre di più fino a diventare impercorribile; questo capitolo è concluso ed i due viaggiatori sono costretti a tornare indietro dal luogo dove sono venuti. L'epoca non è propizia alla prosecuzione di questa via, altre aspettano di essere visitate e comprese da chi oggi le ammira.

Il giorno successivo a Gigi e Lorenzo si aggiunge Marco un video operatore che è arrivato fin qui per avere delle esclusive immagini per la creazione di un documentario sulla meraviglia di queste grotte.
La destinazione è diversa; si carica la pesante attrezzatura sulle piccole barche per i turisti, per raggiungere all'asciutto il luogo prestabilito. Dopo circa mezz'ora di pagaiata, dove i protagonisti sono veri marinai di acqua dolce, ed il susseguirsi di gallerie e cunicoli, si giunge ad una grande stanza aerea, dove la mancanza totale di luce naturale fa apparire ogni cosa priva di una forma propria ed austera nemica. Comincia l'opera di vestizione, in un acqua ancora trasparente e si inizia a scendere, dopo aver percorso un passaggio alla profondità di circa dieci/ dodici metri, dove le concrezioni sono simili a lunghe zanne di animali che paiono chiudere le fauci sui tre subacquei, per almeno 500 metri, riemergono in una stanza aerea nel cuore della terra. Qui le concrezioni sono ancora più fantastiche e danno adito ad un viaggio della fantasia che va al di la di ogni cosa materiale; le stalattiti e i disegni si susseguono in una sorta di danza cangiante ad ogni sguardo; come se la crosta terrestre si trasformasse ad immagine di ciò che ogni osservatore sta pensando in quel momento. Messa nuovamente la testa sotto la superficie dell'acqua una progressione di gallerie e cunicoli si materializzano al loro sguardo; Gigi prende deciso uno di loro e dopo una percorrenza di circa 700 metri ad una profondità di 30 metri si arriva alla stanza cosiddetta del “ Disco “, dove un grosso disco di roccia bianca formatosi nei millenni sovrasta la scena. Qui la roccia è di un bianco quasi accecante, ogni parte della roccia ha una forma precisa e molto suggestiva; la grandezza degli spazi e l'acqua praticamente inesistente aumentano ancor più il senso di fascino.

Il giorno successivo si segue lo stesso programma, ma Gigi riserva a Lorenzo e Marco la parte più emozionante a fine immersione. Prima di riemergere , seguono un pozzo verticale che sfocia nella “ Stanza delle Meraviglie “. Dalla roccia partono intere aggregazioni a forma di enormi ventagli che sembrano fatte di marzapane, i cristalli di calcite fanno brillare ogni piccola parte come se fosse formata da piccole lucciole oscillanti nell'aria.
La permanenza totale per queste ultime due immersioni è stata di quasi cinque ore , caratterizzate da lunghe percorrenze sia in superficie, che sott'acqua a basse profondità, in alcuni punti l'allagamento della grotta ha bloccato la corrosione a pochi millimetri prima della fusione tra soffitto e fondale, spingendo l'esploratore subacqueo ancora più piccolo e marginale di fronte a questo spettacolo della natura.

Anche in quest'ultimo giorno di esplorazione per Lorenzo, il suo ritorno all'esterno del mondo comune è accompagnato dalla forte luce del sole ed una leggera, ma piacevole brezza.

E' strano pensare alla radicale trasformazione che si incontra quando si entra in grotta, qui un mondo antico, palpabilmente vecchio, già fatto e costruito di cui bisogna avere timore e rispetto, di là un mondo giovane che sta vivendo lentamente la sua storia.

Ringraziamenti:
Luigi Casati
Jean Jaques Bolanz

Sponsor:
Aquatek
Giosub
Lm nt
Utengas

TESTO Eva Bacchetta
FOTO Lorenzo Del Veneziano

 

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