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Spedizione Nino Padre
24-25-26 giugno 2003

 

La scoperta dello scafo che successivamente abbiamo identificato come il Nino Padre risale all’anno 2001, quando grazie all’aiuto di un pescatore di Genova abbiamo effettuato il primo tuffo su di esso.

Come tutti sanno la città di Genova è stata teatro durante la seconda guerra mondiale di molte battaglie, specialmente sul mare, che hanno portato molte unità a cadere sotto i bombardamenti nemici.

Il Nino Padre fa parte di queste vittime ed è rimasto dimenticato per molti anni , fino a quando il nostro team lo ha ritrovato ed esplorato.

Il Nino Padre o “ relitto della lana “, come viene ricordato dagli anziani del luogo, era un piroscafo da carico appartenente alla famiglia Gavarone di Genova e precisamente all’armatore Giuseppe Gavarone.

Fu costruita nel 1913; iscritto al compartimento marittimo di Genova con matricola 1889.

Fu catturata dai tedeschi nel settembre del 1943 e affondata durante i terribili bombardamenti che colpirono il capoluogo ligure durante l’aprile-maggio del 1944.

Non si hanno notizie riguardanti l’equipaggio del piroscafo, sicuramente le vittime dell’affondamento sono state piante dai propri cari, che vedevano, in ricordo dei loro figli e mariti, i resti delle balle di lana e cotone che per parecchi giorni si spiaggiarono sulle coste genovesi.

Subito dopo la guerra la SORIMA , ditta specializzata in lavori subacquei, si immerse sullo scafo abbandonato e recuperò tutto ciò che poteva essere venduto in quel periodo del dopoguerra carico di crisi specialmente nel settore del commercio.

Nel mese di giugno e precisamente il 24-25-26 del 2003 si è svolta una spedizione sul relitto finalizzata all’esplorazione dell’intero scafo e per la realizzazione di materiale foto-video che testimoniasse attraverso immagini reali, su un pezzo della storia di Genova.

Il Nino Padre giace a un miglio dalla costa fra la Lanterna e l’aeroporto ad una profondità compresa fra i 65 e gli 80 metri.

I diversi tuffi svolti durante i giorni della spedizione hanno portato alla prova concreta che si tratta del relitto della lana, infatti parte di tale carico è ancora presente e ben visibile nelle stive della nave.

Purtroppo la nave manca delle ancore e degli argani, sicuramente recuperati per fondere il ferro e venderlo, ma la visione d’insieme della prua, enorme e in perfetto assetto di navigazione è davvero suggestiva.


Nei tre giorni i partecipanti all’esplorazione hanno svolto tre immersioni a testa per un totale di 20 tuffi.

L’osservazione scrupolosa, anche se la visibilità non è stata sempre fra le migliori, ha permesso la localizzazione delle stive di carico, con vari oggetti ancora identificabili, il vano cucine e la parte poppiera , fino ad allora completamente sconosciuta.

La bellezza di immergersi su questo relitto è la grandezza dello scafo e la storia che si può sentire pulsante dalle sue lamiere.

Vista la profondità si sono dovute usare miscele ternarie, Trimix 16/40, e decompressioni in Nitrox 36 e Ossigeno puro.

La realizzazione delle spedizione svolta con il supporto logistico del Centro Sub Tigullio, che ha messo ha disposizione i suoi locali ed i suoi mezzi e grazie all’appoggio di alcune aziende del settore e con il patrocinio della Regione Liguria.

 

Gallery fotografica

 
 

I PARTECIPANTI LA SPEDIZIONE

Bozzo Gianluca
Croce Massimo
De Moro Fabrizio
Del Veneziano Lorenzo
Ortolani Rizia
Perinciolo Camillo
Piga Maurizio
Tutino Andrea
Moneta Fabio

 
 

SUPPORTO IN ACQUA E ASSISTENZA DI SUPERFICIE

Bacchetta Eva
Comotti Ottavio
Di Magli Pietro
Traverso Stefania
Vecchi Davide

 
 

UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE AGLI SPONSOR:









 
 

Grazie al PATROCINIO DELLA REGIONE LIGURIA si è svolta nel 11 luglio una conferenza stampa alla quale hanno partecipato le maggiori testate giornalistiche genovesi e le reti televisive locali.

Una riconoscenza speciale va verso quei giornalisti che hanno voluto far vivere ancora per alcuni minuti il Nino Padre:

TG3
Telegenova
La 7
Il Giornale
La Stampa

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