Contatti











<< indietro

Mare di Giamaica
SUB N 218 - novembre 2003
Testo Eva Bacchetta - Foto Lorenzo Del veneziano

Il grande relitto che si trova a 76 metri al largo di SAN VINCENZO

I fondali ,famosi per essere apparsi nei film di James Bond e in “ Ventimila leghe sotto i mari “ , sono belli, vari e interessanti, anche se non offrono la possibilità di incontrare grossi pesci. Spugne e gorgonie in un’acqua limpidissima fanno da cornice a numerosi relitti di navi e aerei.

Distante circa 11 ore di volo dall’Italia, la Giamaica si trova nel Mar dei Carabi e fa parte insieme ad Haiti, Cuba , Repubblica Domenicana e Puerto Rico delle “ Grandi Antille “.

Caratteristica principale dell’isola ( 11000Kmq ) è la lussureggiante vegetazione tropicale, le esuberanti foreste che lambiscono acque di smeraldo , fiumi di acqua coperti da piante e fiori tropicali fra i più rari, lagune di acqua dolce e salata. Tutto il paesaggio offre al visitatore uno spettacolo sempre vario ed affascinante.

Sono diverse le ragioni che spingono a fare un viaggio in Giamaica; il sole e il mare dei Carabi non sono l’unica ragione. L’isola oltre a proporre lunghe spiagge di sabbia bianca, cascate favolose, montagne rocciose e lagune incontaminate ha un fascino ben più profondo.
Questo paese ha una personalità molto forte che affonda le sue radici nel ritmo pulsante del reggae e nel carattere magnetico della gente. La musica suonata in ogni angolo del paese è intimamente legata alla storia e ai destini di tutto un popolo. Partita dalle coste della Giamaica e diffusasi rapidamente in tutto il mondo, rappresenta la riscoperta della tradizione africana e delle profonde radici di chi era stata “gente “ e che ora è “ Popolo “.

Per il nostro viaggio di fine estate abbiamo scelto la Giamaica, accogliente e imprevedibile e ci siamo lasciati andare sulla splendida spiaggia di Long Bay a Negril, oltre 10 Km di bianchissime spiagge e mare cristallino, costellata di ristoranti, bar su cui si affacciano numerosi resort.

Un mare talmente caldo da sembrare irreale , caratterizzato da tranquillità e natura , dove abbiamo potuto esplorare la barriera corallina , principale protagonista dei fondali ammirati nel film “ 20000 leghe sotto i mari “, grazie anche all’eccellente organizzazione del centro subacqueo.

Si tratta di immersioni tranquille nelle calde acque di un mare mai agitato e pronto ad offrire incontri inaspettati.

La prima immersione distante circa un miglio dalla costa e raggiunta in pochi minuti con l’attrezzata barca del diving , THE ARCH, ci ha offerto due liete sorprese.

Il sito è ricco di archi e volte naturali create nei secoli dalla barriera corallina , da cui fuoriscono lunghe spugne a canna d’organo e colorati capelli d’angelo, che creano suggestivi fasci di luce mostrando forti contrasti di colori.

I pesci di grossa taglia sono rari da trovare, ma piccoli animaletti tropicali dai vari colori fanno capolino da ogni angolo di spugne che costellano l’intera barriera.

Davvero emozionante è stato l’incontro con un grande squalo nutrice che dormiva tranquillo sotto una volta ad arco , comodamente intrappolato fra noi e la roccia , pronto a farsi fotografare da ogni lato….ma beffa del destino Lorenzo era rimasto senza più uno scatto ed il fiero muso dell’animale non è stato immortalato.

Comodamente appoggiato sulla sabbia bianca del fondale di 20 metri, giace il relitto di un piccolo aereo da turismo che niente ha potuto contro la forza della natura . Piccolo, ma integro aspetta solo l’accensione del motore e il decollo. Ia sua struttura è completamente tappezzata di corallo , spugne e gorgonie che sul liscio metallo hanno trovato fertile terreno.

Le immersioni più emozionanti sono state sui siti di “BLOODY BAY “ e di “ ORANGE BAY “ , dove la barriera corallina è letteralmente sommersa da gorgonie di ogni colore e dimensione. Le caratteristiche dei fondali e le lievi correnti del mare giamaicano, permettono lo sviluppo della flora e della fauna bentonica per le forti emozioni di coloro che amano il colore e le pareti ricoperte da gorgonie e d alcionari.

I fondali di questi due siti sono in particolare coperti da formazione spugnose di ogni forma e dimensione , grandemente sviluppate e dai colori molto accesi. L’ambiente è brillante di tinte che illuminato dai raggi solari che riescono a filtrare sotto la superficie creano un gioco di luci-ombre quasi magico.

Quando ci si immerge sui fondali di Negril non bisogna sperare di avere la fortuna di incontrare branchi di grossi pesci che ci impediscono il passaggio, grossi squali, pesci napoleone di enormi dimensioni, barracuda e garangidi, come può capitare alle Maldive o in Mar Rosso, ma lo spirito di quando ci si immerge in queste acque deve essere quello di chi sa con certezza di vedere spunge coloratissime, gorgonie di ogni genere e particolari alcionari.

L’incontro con il pesce grosso è raro anche perché da queste parti si pesca molto e perciò gli inquilini del mare cercano protezione da chi si introduce non invitato nelle loro case e stanno ben distanti dal farsi ammirare e fotografare.

Abbiamo potuto vedere squali grigi e una tartaruga a bloody bay, che si sono dileguati come ombre lontane al nostro avvicinarci.

I verdi paesaggi della Giamaica sono stati risparmiati dalle grandi e crudeli guerre dell’uomo che sono costate vite umane e che hanno portato una serie di relitti militari diventati meta di subacquei di tutto il mondo, ma Incontriamo tanti relitti in queste acque vittime della scatenante forza della natura

Infatti quasi ad ogni immersione sul fondale di sabbia bianca come la neve giage un relitto comodamente adagiato e fiero nel farsi visitare.

A BLOODY BAY troviamo un altro aereo alla profondità di 28 metri, purtroppo quando ormai i minuti programmati per l’immersione sono quasi scaduti e la nostra guida Anthony ci fa degli strani segni per ricordarci di risalire.

Io e Lorenzo con ancora 100 bar nelle bombole rimaniamo un po’ perplessi dall’insistenza diAnthony che ci viene a chiamare con fare autoritario, mentre l’intero gruppo sta già risalendo.

L’aereo, come quello trovato a the arch, è in perfetto assetto di volo, pronto ad atterrare all’aeroporto di Negril, ma dove a causa delle tempeste che si scatenano all’improvviso sul mare non è mai arrivato. Più grosso di dimensioni, è ricoperto di spugne, a calice ancora più numerose e varie del precedente. Possiamo notare i seggiolini dei passeggeri disposti su due file , l’integrità della fusoliera e i vani degli strumenti scrupolosamente svuotati del loro contenuto e diventati terreno di crescita per diverse forme di vita sgargianti di luce.

Riusciamo ancora a rubare qualche minuto che ci permette di fare gli ultimi scatti, nonostante le urla dei divemaster, i quali sono molto rigidi nel far rispettare il programma esposto nel breafing a favore di sicurezza per l’intero gruppo.

Oltre ad aerei abbiamo anche visitato il relitto di un piccolo rimorchiatore affondato al “SPADE FISH REEF “ a 30 metri , completamente integro ed in perfetto asseto di navigazione. Sono ancora chiaramente visibili il fumaiolo, il ponte di comando e la ruota del timone.

Viste la piccola dimensione del relitto è sufficiente una sola immersione per visitarli interamente, l’integrità e la luminosità ne fanno un piccolo e fragile oggetto di porcellana che potrebbe rompersi ad ogni nostro passaggio .

Nel “take boat “ abbiamo potuto ammirare anche l’elica sporgente dalla sabbia e lo scafo totalmente ornato da diversi organismi bentonici fra i più strani e colorati.

Dopo un breve passaggio all’interno, usciamo dalla piccola nave e ci imbattiamo sulla sabbia in un trigone che spaventato si dimena alzando una nuvola bianca che protegge la sua fuga dai nostri sguardi indiscreti che innalzandosi verso la superficie guardano con nostalgia a quel mondo pacifico e incredibilmente produttivo disturbato a volte da curiosi abitanti della terra…

Tanto è ancora da scoprire su questi fondali poco famosi al turismo subacqueo , ma ricchi ad ogni immersione di emozioni che nulla hanno da invidiare a località molto più aggredite dai subacquei..

Saliamo a bordo con non poca tristezza per la vacanza che sta per concludersi, separata solo da una lunga notte giamaicana.

<< indietro

I nostri corsi
- SDI
- TDI